PRENOTA

« A Otranto non è difficile farsi invisibili e puoi illuderti di camminare sui bastioni come fossi un fantasma » Roberto Cotroneo

Otranto, situato sulla costa adriatica della penisola salentina, è il comune più a Est d’Italia. La città otrantina è in un certo modo simbolo dell’intera identità salentina. Un centro di limitate dimensioni ma famosissimo a livello nazionale, intensamente ricco di storia, arte e paesaggi che ne fanno un racconto dal vivo dell’intera identità territoriale. D’altronde, non occorre dimenticare che proprio Otranto era il centro di riferimento principale della zona in epoca romana, e il suo porto fu nodo cruciale degli scambi mercantili con la sponda orientale, oltre che luogo di transito e di conquista. Otranto è la città che per prima ha subito e mostrato le continue trasformazioni che le vicissitudini belliche e politiche hanno imposto al Salento, terreno falcidiato da invasori che, percorrendo le coste leccesi, ne imprimevano la propria identità, in uno scenario che accoglie arti bizantine, barocche, romaniche, normanne e aragonesi in un tessuto coerente nei suoi molteplici profili. Otranto era definita “la porta d’Oriente”, la lingua di terra più orientale d’Italia che volge sul Mediterraneo; tale peculiarità ha reso la cittadina esposta, da sempre, a invasioni e attacchi, diventando snodo cruciale dei traffici mercantili via mare e base logistica da difendere o conquistare. Per tali ragioni, Otranto si è munita fin dall’antichità di mura difensive e sistemi di protezione per porre un argine alle penetrazioni provenienti per lo più dai Balcani e da Oriente e il castello ne è stato da sempre l’esempio più significativo. Già intorno al 1070 esso venne ricostruito e fortificato, in seguito agli attacchi subiti nel 1067. Si tratta di una struttura a base quadrangolare costituita da quattro torrioni che la sormontano e che la rendevano difficile da violare da parte del nemico di turno.
Alfonso d’Aragona, duca di Calabria, si occupò della sua ricostruzione in seguito al sacco di Otranto del 1480, in cui la città venne invasa dalle truppe turche e migliaia di cittadini persero la vita. Fu durante la dominazione dei Viceré spagnoli che il castello assunse le sembianze attuali; il castello divenne un capolavoro militare grazie all’aggiunta di due baluardi a pianta poligonale volti verso il mare che andarono ad integrare quelli già presenti in epoca aragonese. Oggi il castello si conserva in ottimo stato e si inserisce alla perfezione nel circuito urbano antico della città e impreziosisce ulteriormente un paesaggio abbellito da scorci antichi, strutture di varie epoche e vicoli in altura da cui scrutare il mare otrantino.
Inoltre a conferire ulteriore fama e prestigio al castello ha contributo la letteratura: l’opera “the castle of Otranto”, pubblicata da Horace Walpole nel 1764, è considerata il primo romanzo gotico della storia ed è ambientato interamente nella città salentina.